Petöfi, Ady, József

LA GRANDE TRIADE
della poesia rivoluzionaria ungherese

 
introduzione di Péter Sárköšzy
prefazione e traduzione di Marinka Dallos e Gianni Toti
formato 12,5x20,5, pp.280;1999, ISBN 88-86095-34-1; euro 15,50

 

Questa antologia raccoglie le poesie di tre fra i più grandi poeti ungheresi. La scelta delle liriche vuole semplicemente enucleare alcune suggestioni per un discorso sulla poesia rivoluzionaria, il più attuale che ancora oggi si possa tentare sui destini della poesia. L'esistenza di una "linea rivoluzionaria" che lega i tre poeti è universalmente riconosciuta. é difficile infatti rinvenire nelle storie letterarie europee un'evoluzione cos" coerente, un discorso tanto limpido e organico, una sintesi cosė valida: Petöfi, Ady, József appaiono quasi come le incarnazioni successive di uno stesso poeta.


 Julio Cortàzar
LE RAGIONI DELLA COLLERA


prefazione di Rosalba Campra; traduzione di Gianni Toti
formato 12,5x20,5, pp.296 1995,
ISBN 88-86095-08-2; euro 14,50

 

Le preziose poesie del grande narratore argentino, la sua scrittura segreta e sotterranea. Cortàzar, raffinato edificatore di architetture verbali, dove dominano il gioco dell'intelligenza e dell'immaginazione, la trasgressione dei codici, la decontestualizzazione degli oggetti e dei personaggi, è poeta continuamente sospeso fra la ricerca della rottura nell'ordine (del mondo, delle cose, della poesia stessa) e la possibilità della costituzione di un nuovo ordine. Per questo è un rivoluzionario nei contenuti e nel linguaggio poetico, dove la lingua è oggetto di negazioni, spostamenti, violenze, duplicazioni e scambi.


POESIE E CANTI DEGLI INCAS QUECHUA

 

prefazione e traduzione di Gianni Toti
formato 12,5x20,5, pp.176
1995, ISBN 88-86095-21-X;
euro 11,40

 

La prima antologia di poesie e inni composti nella lingua quechua, la lingua orale del popolo Inca. Opere miracolosamente sopravvissute a secoli di silenzio grazie alla memoria popolare, alle trascrizioni di alcuni studiosi e alla rinascenza di una cultura indigenista nella prima metˆ di questo secolo. Recuperate dall'appassionata ricerca di Alejandro Romualdo, Sebàstian Salazar Bondy e Gianni Toti, possiamo finalmente leggere le antiche orazioni, gli inni, le poesie e canzoni popolari, le poesie folkloriche e drammatiche. Dall'Impero fino e oltre la Conquista, la testimonianza dolorosa e viva della scomparsa di un popolo.


 Nazim Hikmet
PAESAGGI UMANI


introduzione e traduzione di Joyce Lussu
formato 12,5x20,5, pp.256
1992, ISBN 88-86095-00-7; euro 12,40

 

Il grande poeta turco Nazim Hikmet, perseguitato prima da Atatürk poi dal governo filohitleriano, durante i dodici anni di carcere scrisse un monumentale e intenso affresco della sua terra, un poema di oltre settemila versi in gran parte perduto, disperso o distrutto dalla polizia turca. Ne resta, quasi del tutto integro, questo terzo libro, in cui uomini e donne prendono vita: compagni di pena, custodi, infermiere, contadini, tutte figure ritratte con intensitˆ e vividezza di immagini e con una partecipazione che fa delle singole vicende un grandioso canto corale.