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LA TRASMISSIONE DELLE IDEE
formato 17x23,5; pp.134; 1997, ISBN 88-86095-15-5; euro 8.30
I saggi qui presentati sono di varia provenienza disciplinare (dalla musicologia, alla ecologia, al cognitivsmo, alla storia della filosofia, alla filosofia della religione) e dimostrano che le idee che la cultura trasmette provengono dall'esperienza, cioè dal rapporto cognitivo che gli individui instaurano con il mondo, mentre interagiscono con la cultura stessa. Le idee in questo senso hanno un'origine non culturale, ma materiale e naturale, che modifica continuamente i contesti culturali. |
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LA NATURA DELLA VISIONE
formato 17x23,5; pp.244; 1997, ISBN 88-86095-26-0; euro 10.30
Per alcune tradizioni filosofiche la
percezione è condizionata dalle nostre credenze culturali,
come dire che noi siamo indotti a vedere o sentire ciò
che ci viene trasmesso culturalmente. I saggi qui presentati trattano
della visione come esempio per dimostrare che la percezione è
un'attività autonoma dalla cultura e che quindi possiede
un valore conoscitivo. |
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LE RAPPRESENTAZIONI DELLA LIBERTA'
euro 10.30
I saggi raccolti in questo volume affrontano
tale questione: ammesso che l'uomo sia completamente determinato
nelle sue azioni e nelle sue scelte da condizioni (sociali, psicologiche,
ideologiche, culturali, ecc.) ed escluso che esista una libertà
definibile come dato metafisico che qualifichi l'agire, allora
perchè, nonostante tutto, ci rappresentiamo la libertà? |
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LA NATURA DELLA NATURA
formato 17x23,5; pp.202; 1998, ISBN 88-86095-29-5; euro 10.30
Lo scienziato che lavora utilizzando una teoria e un ambito di sperimentazione e di ipotesi, non può tenere sott'occhio le condizioni che gli permettono di procedere teoricamente e sperimentalmente nella ricerca. Non si chiede cioè perché sta procedendo in quel modo anziché in un altro. Ma la circostanza - sempre possibile e auspicabile - di imbattersi in un caso non spiegabile dalle sue teorie e non confermato dai suoi esperimenti, lo costringe a prendere coscienza delle condizioni e delle ragioni che gli permettevano il suo lavoro pratico. E allora il "caso" empirico trasforma la teoria. |
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