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nell'arte contemporanea
formato 22x27,5; pp.128; 1995, ISBN 88-86095-20-1; euro 18.00
Pionieri delle arti elettroniche e, per l'importanza del loro lavoro ormai trentennale, autori già "classici", con pochi altri maestri rappresentano un solido punto di riferimento in quel vero e prorio "continente" che dalla videoarte si estende fino alla computer-image e alle esperienze di interattività o di virtual reality. Saggi di Marco Maria Gazzano, Gene Youngblood, Peter Weibel, Mona Sarkis, Achille Bonito Oliva, Steina Vasulka, Woody Vasulka. |
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1998, ISBN 88-86095-30-9; euro 10.30
Oltre cento film, personaggi, racconti,
melodie, aneddoti che hanno scandito cinquant'anni di micro-storia
del nostro paese e che rivivono in questo lungo viaggio attraverso
il cinema musicale italiano. Al volume, curato da Renato
Venturelli, hanno prestato la loro
complicità: Renzo Arbore, Stefano Della Casa, Marina Fabbri,
Giorgio Gosetti, Fabio Maiello, Mauro Manciotti. |
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1997, ISBN 88-86095-14-7; euro 18.00
Ogni singola foto raccolta in questo volume (1966 - 1996), racconta storie di gioie, noie, paure, solitudini, allegrie, imbarazzi e dolori; tutti estremi, come estremi sono i sentimenti dei bambini che non conoscono ancora le difese del tempo. |
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formato 22x22; pp.120; 2000, ISBN 88-86095-41-4; euro 15.50
Orgosolo, da sempre, è un paese che riesce a trasmettere un senso di amicizia agli artisti che passano nelle sue contrade. é l'amore per tutte le persone incontrate come "prossimo" nei suoi due soggiorni orgolesi (1966, 1998), un mettersi in relazione autenticamente, laicamente che dà la spinta anche all'ultima narrazione di Sebastiana Papa, raccolta in questo libro. Relazione che sovverte i cliché della fissità mitografica su questi luoghi, cogliendo le costanti della vita in una quotidianità vissuta intensamente da uomini e donne che qui, e non altrove, per misteriosa fortuna, sono chiamati a lasciare un segno di cittadinanza sulla Terra. |
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Sebastiana
Papa
Il Kotel è quello che resta del muro occidentale dell'antico Tempio di Gerusalemme, distrutto da Tito nel 70, chiamato anche Muro del Pianto o Muro della Preghiera. Il libro di Sebastiana Papa racconta verità difficili in un momento particolarmente tragico per Israele e le racconta con uno sguardo o un gesto che trovano riscontro nei versi di Yehuda Amichai o nelle parole di David Grossman e di Meir Shalev. Dove non ci sono i bambini a raccontare lo straordinario e il quotidiano di questo luogo che l'autrice definisce metafisico, c'è il suo sguardo che volutamente osserva la realtà con lo stupore e l'ironia dell'infanzia. Le foto si fanno racconto appassionato e laico dove traspaiono la tristezza di un popolo, la sua fede, la guerra, la paura e l'odio che ne consegue e dove non vengono dimenticati gli arabi che vivono dall'altra parte del Muro, gomito a gomito in uno spazio che il sovrapporsi della storia ha reso tanto angusto. |